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25/08/2012 In questo periodo di ferie e non mi è difficile, tra le belle e calde giornate di Agosto, trovarne una con le condizione meteo ideali per una nuova escursione d'alta quota in Svizzera con l'amico Marco.
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Ore 6: partiamo da casa in auto per Chiavenna, dove arriviamo verso le 7:45.
Il tempo di trovare un parcheggio, scaricare la bici ed eccoci pronti per 34 km di pura salita che ci porteranno al valico di uno dei piu bei passi per la svizzera.
Da Chiavenna (333m), la strada dello Spluga comincia a salire subito ripida con un imminente cambiamento dell'ambiente: dal vasto pianoro prativo ed abitato si entra in una valle stretta e rocciosa con boschi di castagni interrotti da grossi macigni che si aggirano con stretti tornanti.
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Ripide rampe interrotte da un paio di falsopiani seguiti da 4 duri tornanti portano al primo piccolo paese della vallata ( S.Giacomo Filippo ,522m) dove la strada si inerpica nella stretta valle fino ad arrivare a Gallivaggio (796m), famoso per il Santuario dell'Apparizione della Vergine Maria. Da qui, un fasopiano ci aiuta a riprendere fiato ma la salita riprende subito in modo costante intervallata da una serie di tornanti passando per altri piccoli borghi montani fino ad arrrivare in vista di Campodolcino (1071 m.).
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Ora la strada, in discesa , ci porta velocemente fino alle ultime case del paese, dove, seguendo la strada statale inizia il tratto forse più impegnativo di tutto il percorso:ci si inerpica sulla verticale parete rocciosa con 10 ripidi tornanti e molte brevi gallerie scavate nella viva roccia che offrono panorami da brivido; alluscita dell'ultima galleria ci troviamo a Pianazzo (1399m), appena prima del bivio per Madesimo (1534m) ( raggiungibile mediante una lunga e moderna galleria, larga e ben illuminata.)
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Da qui in avanti l'ambiente cambia aspetto: la vegetazione boschiva diventa sempre più rara, la valle si allarga permettendo di vedere un 'incredibile panorama delle cime circostanti; l'attraversamento di una lunga e stretta galleria paravalanghe è l'anteprima di un'altro tratto di ripida ascesa circondata da verdi prati dove non è raro incontrare mucche o capre anche ai bordi della strada. La casa cantoniera (Teggiate) conferma l'altitudine riportata sul mio POLAR CS400 :siamo a quota (1679m).
Altre brevi gallerie ci portano ad attraversare i piccoli borghi di Boffalora e Stuetta (1874m) fino a raggiungere gli ultimi due tornanti che terminano proprio all'inizio della diga che genera il lago di Montespluga (1900m).
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Ci fermiamo alcuni minuti, giusto il tempo per mangiare una barretta energetica, fare qualche scatto con la fotocamera digitale e ammirare
il panorama circostante.
Il forte vento che soffia dall'atro versante ci costringe a infilarci
il giubino antivento e a riprendere il viaggio.
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Si riparte: montiamo in sella e proseguiamo il viaggo che adesso, per circa 3 Km. si snoda ai bordi del lago per tutta la sua lunghezza, fino ad arrivare a Montespluga (1908m).
Da qui la strada riprende a salire con pendenze molto ripide :un'ultima serie di tornanti ci conduce al valico posto tra il Pizzo Tambò (3275m) ed il Suretta (3027m), dove risiede la dogana italiana.
Poche centinaia di metri ci separano dal confine Svizzero che oltrepassiamo per buttarci nella vertigginosa discesa verso Splughen. Da questo versante l'aria frizzante lascia il posto al vento, che alle nostre spalle ci spinge a raggiungere, nel lungo rettilineo verso valle, gli 80 km orari.
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Ci piacerebbe raggiungere il passo del San Bernardino, ma il il forte vento ci fa desistere: ci fermiamo a riprendere fiato, scattiamo alcune foto ricordo e cominciamo la risalita verso Montespluga: ora il vento soffia in senso contrario; i 9 km di salita per raggiungere nuovamente il confine italiano si rivelano veramente duri ma ci fanno scoprire alcune vedute panoramiche che durante la forte velocità in discesa ci eravamo persi.
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Oltrepassaimo nuovamente il confine e ci fermiamo nel piccolo borgo di Montespluga, in un simpatico ristorante dove un abbondante piatto di ottimi pizzoccheri e un dolce caratteristico del luogo ci aiutano a recuperare le forze e a scordare la fatica compiuta.
Le foto di questi luoghi ci faranno invece ricordare a lungo questa splendida giornata in bicicletta.
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