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La salita inizia da Chiavenna e si snoda in tutta la Val Bregaglia percorrendo una strada dal fondo perfetto con alcune strettoie negli attraversamenti dei paesi .
Le pendenze sono moderate ad eccezione degli ultimi 5 duri chilometri da Casaccia al valico dove numerosi tratti di falsopiano si alternano a tratti di salita con percentuale a due cifre...
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Lasciata alle spalle Chiavenna mi inoltro subito all’interno dell verde valle , circondato da alte cime che si ergono a strapiombo sulla stretta e profonda vallata.
L’agevola ascesa mi dà modo di apprezzare il panorama circostante, accompagnato dal torrente Mera che scorre al mio fianco fino a creare un lago artificiale:
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Da qui la strada procede in leggera ascesa in uno stretto tratto di valle fino a Promontogno (823m) dove (obbligatorio per i ciclisti), sono costretto a e deviare sulla vecchia strada che attraversa il pittoresco borgo sul pavè con sede stradale molto stretta. Continuo pedalando in sensibile salita tra i boschi di faggio e ampie vedute dell’intera vallata, che adesso si allarga sempre di più : sono a circa 1000 metri di altitudine in prossimità di Vicosoprano , principale centro dell'alta Val Bregaglia.
Si continua proseguendo in ascesa al di fuori del paese su un tratto rettilineo disegnato tra i verdi prati del centro valle fiino ad entrare nuovamente nella frecura bosco dove mi aspettano nuovi duri tornanti che conducono alla stazione di partenza della funivia dell'Albigna, collegamento per l’omonima diga visibile nel successivo tratto di strada.
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Altri impegnativi tratti di salita in puro ambiente montano mi fanno arrivare nei pressi di Lobbia, nel grande pianoro prativo, lungo quasi 2 chilometri, al cui estremo si trova Casaccia (1456m) , punto di partenza del tratto finale (il più impegnativo) dell’intera salita, che inizia subito dopo il paese affrontando rampe particolarmente ripide ma (fortunatamente) seguiti dal riposante attraversamento del breve Pian Maloggia;
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Davanti a me compare l'imponente bastione boscoso di fondo valle che racchiude il duro tratto di strada finale che con 13 tornanti conduce al valico: il cartello della località Maloja, che precede di 400 metri quasi piani il centro abitato mi fa capire che le fatiche sono finite .
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Sono al Passo del Maloja: l’aria è frizzante ma non fredda: indosso il giubbino antivento e inizio a scattare qulche foto su un panorama veramente fantastico. Proseguo costeggiando il lago di Champfer e procedo praticamente in piano fino a Silvaplana (1815m), dove l’indicazione per Julierpass (2284m) attira la mia attenzione .
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Proseguo per il passo: la strada, subito dopo l’attraversamento del paese, sale con ripide pendenze all’ombra dei boschi circostanti, fino ad arrivare al terzo ed ultimo tornante (1930m) dove inizia un un lungo rettilineo completamente esposto al sole , la splendida vista sull'Engadina, i sui suoi laghi e sulle vette ed i ghiacciai del Bernina rendono meno monotono il suo attraverssmeneto fino ad arrivare nella spoglia vallata che conduce al valico.
La strada si alterna con tratti di pendenze moderate a tratti più impegnativi fino ad arrivare all'Alpe Guglia (2196) da dove, in prossimità di alcune baite, si riprende a salire con forti pendenze fino ad arrivare al passo.
Alcune foto, un buon panino per recuperare energia ... e rimonto in sella per il viaggio del ritorno.
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