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09/07/2010 - Trasferta in Piemonte, provincia di Torino.
Il bellisimo valico del Nivolet collega la valle di Locana nel Canavese con la Valsavaranche della valle d'Aosta.
Il nostro viaggio inizia a Sparone (470 m) e percorrendo leggermente in salita la SS 460 arriviamo a ai 613 m. di Locana. Da qui si segue sempre in leggera ascesa il fondovalle circondato da alte e boscose montagne; dopo Rosone (715m) si attraversa una galleria e si comincia a salire alternando falsopiani a rampe anche sensibili attraversando numerosi piccoli borghi con improvvisi restringimenti della carreggiata.
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A Noasca (1058m), la strada si impenna e si affrontano i primi impegantivi tornanti, le cui pendenze arrivano a misurare oltre il 15%. Circa 2 km dopo ci troviamo davanti a una lunga e ripida galleria (3,5 km) costruita in seguito ad una frana sulla strada statale che permette alle auto di raggiungere velocemente Ceresole Reale, ma è vivamente sconsigliata ai ciclisti (soprattutto di domenica) che possono percorrere la vecchia strada che si snoda per poco più di 3 km tra le gole del fiume Orco e confluisce nel suo tratto finale nuovamente nel tunnel che termina nell'ampia conca di Ceresole in località Prese (1501m).
Davanti ai nostri occhi compaiono adesso le cime innevate del Gran Paradiso che ci terranno compagnia fino alla fine della nostra salita.
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Si procede alternando tratti pianeggianti a ripide rampe e si attraversa l'abitato di Ceresole Reale (1620m), sparso sulla sponda settentrionale dell'omonimo bacino artificiale.
In leggera discesa si costeggia il bacino fino a Villa (1583m), località posta all'estremità del lago, dove si riprende a salire dolcemente tra il profumo dei larici nella tranquilla e verde valle fino a Chiapili di sotto (1667m), piccolo borgo rurale presso il quale si entra nel parco nazionale del Gran Paradiso.
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Da qui il percorso che si fa estremamente duro ed impegnativo, si snoda per intero nel parco nazionale in un ambiente naturale incontaminato e suggestivo; panorami eccezionali regalano grandiose vedute sulle montagne ed i ghiacciai del Gran Paradiso .
La strada si impenna nuovamente e con due ripidi tornanti si sale a Chiapili di sopra (1754m): da qui le pendenze aumentano in modo significativo e si comincia ad attaccare con numerosi tornanti una perpendicolare parete rocciosa abbandonando il fondovalle. É proprio da questo punto che si possono facilmente incontrare marmotte, volpi o altri animali selvatici.
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Dopo alcuni chilometri di faticosissima ascesa si superano le poche rustiche case raggruppate intorno alla chiesetta della Madonna della Neve e si raggiunge la diga che da vita al lago Serrù (2275m).
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Per un’attimo la salita, che si snoda tra i verdi prati dell'Alpe Agnel (2329m), sembra essere più pedalabile fino ad arrivare a una breve ma ripida discesa verso un secondo laghetto artificiale, il lago Agnel (2295m), sulla cui diga transita la strada e dove ci fermiamo per una foto ricordo.
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Si riprende a salire con sensibile pendenza prima su ampie curve disegnate tra i prati, poi su una durissima serie di tornanti che consente di superare la perpendicolare parete rocciosa che sovrasta il lago Agnel che ci fa raggiungere dopo una curva panoramica (belvedere) il passo, ampia sella cosparsa di macigni rocciosi aperta tra la le caratteristiche rocce del Nivolet .
Siamo a quota 2610 metri.
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Dietro di noi, compaiono in tutta la loro bellezza i due laghi (Agnel e Serrù) e il fantastico panorama : stentiamo a credere di essere arrivati !
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Con una breve ma ripida rampa si scende dal passo al piano del Nivolet, verde distesa pianeggiante di pascoli che si allunga per quasi 7 Km contornata da spettacolari laghi alpini; all'inizio, presso i primi due laghetti del Nivolet, sorge l'albergo Savoia (2532m), antica casa reale di caccia; poco oltre la strada diviene non asfaltata e percorre l’intero pianoro.
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