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Una primavera che non c'è
Le domeniche del mese di Aprile procedono all’insegna del brutto tempo: le condizioni meteo non invogliano più di tanto al tanto desiderato giro domenicale: le uscite sono limitate alle vicine colline della brianza, che in questo periodo “pullulano” di ciclisti!
Colle Brianza-Aizurro-Galbiate  le mete più ambite!
Fortunatamente (tra un acquazzone el’altro)  riesco comunque lo stesso ad utilizzare durante la settimana la bici per il mio viaggio giornaliero verso il posto di lavoro, mantenendo sempre una buona media di km. percorsi e una discreta forma fisica.
Le montagne Comasche e Lecchesi dopo la nevicata di fine Aprile!
Nelle domeniche successive, (con condizioni meteo discrete) scelgo per i miei percorsi domenicali le località montane delle vicine Valli Bergamasche: le salite di  Fuipiano, Valsecca, Laxolo, Gerosa, Blello, Berbenno mi accompagnano per tutto il mese di maggio e giugno fino ad arrivare a Luglio, dove finalmente sembra essere arrivata la tanto attesa estate .
  BIELMONTE e la GALLERIA ROSAZZA
30/06/2010
 
Da tanto tempo leggo sui forum ciclistici recensioni su questa particolare galleria, posta a 1487 metri di altitudine, punto di valico tra la Valle Cervo e il versante Biellese del Santuario di Oropa.
La galleria è lunga circa 400 metri e larga poco più di 4. E' raggiungibile sia da Oropa che dalla Valle Cervo percorrendo una pittoresca strada divenuta famosa perla sua assenza di traffico veicolare e le sue pendenze...
Per rendere più impegnativo il mio giro, decido di raggiungere il Valico partendo da Biella, percorrendo un tratto della “Panoramica di Zegna" attraversando  Bielmonte (bellissima salita a quota 1482), scollinare e scendere al bivio per Valmosca (m.860) e  risalire il valico di Rosazza (m. 1486) dal versante più ostile, quello dalla Valle Cervo.
In compagnia di mio figlio Andrea, che mi seguirà in auto durante l’intero percorso, parto in macchina alla volta di Biella : dopo aver scaricato la bici, azzerato il ciclocomputer  ed eseguito i controlli di routine parto subito in direzione di Zumaglia per imboccare la strada verso Biemonte, percorrendo la famosa Panoramica di Zegna , una lunghissima balconata in quota che spazia su Biellese, Vercellese e la pianura padana ovest in compagnia di Luca, un simpatico cilista della zona.
 
Il paesaggio nel tratto Pettinengo-Trivero è tipico della collina ma suggestivo per i continui e diversi "punti di vista".  Il tratto da Trivero (inizio strada Panoramica di Zegna) alla Bocchetta di Stavello è la la famosa Valle dei Rododendri, dove, anche ad inizio Luglio questi bellissimi fiori si possono ammirare, per lunghi tratti del percorso, nella loro massima fioritura, con uno sfolgorio di colori che non ha eguali.
Faccio una sosta presso il grande  parcheggio che si trova 1 km. circa oltre Bielmonte dove si ha una bellissima vista panoramica sulle le prealpi Biellesi e i primi contrafforti del Monte Rosa e mi fiondo nella lunga  discesa verso Valmosca dove però prefersco  rallentare la velocità per godermi a pieno lo spettacolo della pianura padana e la verdeggiande Valle Cervo.
Sono arrivato al Bivio per Rosazza: giro a sinistra e seguo le indicazioni per la Galleria Rosazza: inizia qui l’ultimo tratto del mio viaggio, la salita più impegnativa:  7.5 km. con pendenze 9-11%.
Fino al Santuario  San Giovanni (Km. 2) si sale in modo regolare, con pendenze accettabili ma è proprio da qui in avanti che le percentuali  cambiano bruscamente, su una strada molto stretta e fortunatamente quasi costantemente immersa  in una pineta.
Di tanto in tanto guardo nella  la vallata sottostante e vedo i luoghi in cui sono passato  sempre più lontani. Il dislivello si incrementa sempre di più, anche sui tornanti le pendenze scendono solo di pochi gradi, per poi riprendere in maniera costante sempre attorno al 10%. Finalmente vedo  l’imponente ingresso della galleria, preceduto da un antico ristorante che si affaccia sull’intera vallata. Procedo fino all’imbocco della galleria ed inizio la sua attraversata: la sensazione è quella di entrare in una tana, fredda e buia. Larga poco più di una macchina, leggermente in discesa, il fondo non asfaltato e infiltrazioni di acqua mi inducono a percorrerla (in centro è completamente buia) con molta prudenza.
Dalla parte opposta, riecco nuovamente la strada che si affaccia sul Santuario di Oropa, 4 km a valle. Inizia qui il mio viaggio di ritorno completamente in discesa verso Biella.
La Galleria Rosazza dal Versante di Oropa
 
Ingresso della Galleria dal versante opposto
l'antico Ristorante Rosazza
Il Santuario di Oropa