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2010 :Le prime salite
Uscita sulle colline bergamasche, a CELANA. Partenza ore 9: nonostante la temperatura rigida non rinuncio al primo giro invernale del 2010. La temperatura  rigida e l’umida nebbia  che trovo all’uscita di casa,  mi abbandonano subito dopo la prima decina di Km, lasciando il posto ad un tiepido sole. Sui bordi delle strade pozzanghere ghiacciate  mi fanno ricordare che siamo ancora in pieno inverno: all’orizzonte , in risalto, le montagne ricoperte da un candido strato di neve , caduta nei giorni precedenti.
 
Sono in compagnia dell’amico Marco e con lui  decido di procedere  verso  Cisano Bergamasco, per la breve salita di Celana.
Impossibilitati (causa ghiaccio) a percorrere  il consueto  “anello” , scattiamo la foto di “inizio anno”  ed iniziamo il rientro verso casa.
Seconda salita del 2010 la vicina “AIZURRO” , sulle pendici del Colle Brinza.
Le mie gambe vengono messe nuovamente alla prova: la salita presenta pendenze fino al 15% e, affrontata ad inizio stagione, è veramente ostile: lungo la strada (di pomeriggio completamente in ombra), non c’e nessuno: solo qualche boscaiolo intento a recuperare la legna da un albero caduto sotto il peso della neve. Nell’abitato regna un silenzio assoluto, disturbato dal rumore  di una motosega.
Bevo un sorso d’acqua dalla fontana comunale e  indosso la mantellina per la discesa, e inizio il viaggio di ritorno.
27/02/2010 - COSTA IMAGNA!
Ore 8,15 di sabato mattina: temperatura di 9° e un limpidissimo sole fanno qusi dimenticare di essere in inverno.
E' la giornata ideale per la prima vera salita dell'anno: Costa Imagna (alt. 1000 m.)
Di buon ritmo raggiungo Filago, dove mi accodo ad un provvidenziale gruppo di ciclisti che viaggia nella mia stessa direzione. In prossimità del bivio per Capizzone, loro procedono diritto mentre io giro a sinistra, per imboccare la strada verso Bedulita-Costa Imagna.
Mi basta percorrere i primi 4 Km di salita per trovarmi ai bordi delle strade i primi cumuli di neve, che aumentano tornante dopo tornante, fino a raggiungere un spessore di oltre 50 cm. Sono l’unico ciclista: incrocio soltanto due podisti che di corsa stanno scendendo a valle e un anziano abitante del luogo che tenendo tra le dita  incallite un sigaro quasi completamente incenerito, mi fa un simpatico sorriso, che a mia volta contraccambio con un cenno di saluto.
Raggiungo il bivio per Roncola e procedo in direzione di Costa Imagna: è la prima volta che raggiungo questa località in febbaraio e non l’ho mai vista così innevata: c’è ancora in funzione una piccola  pista di discesa dove si è appena disputata una gara di sci. Rimpiango di non aver portato la mia fotocamera digitale per poter immortalare la magnifica vista invernale sul Resegone e tutta la Valle Imagna: provo a fare quanche scatto col telefonino, per ricordarmi di questa tiepida giornata  di fine febbraio a quota 1000 mt.
MARZO: ancora neve
Una tiepida domenica di marzo  è la giornata ideale per il Valico do Valcava: non posso però fare a meno di una breve deviazione in uno dei posti più panoramici tra le provincie di Bergamo e Lecco: Forcella Alta del Pertus.
 
E’ il giorno in cui scatta l’ora legale: le lancette dell’orologio sono state spostate avanti di un’ora : sono le sette del mattino , temperatura 12 gradi. Il sole, una grossa palla di fuoco di colore rosso, sta pian piano salendo verso il cielo  che minuto dopo minuto, diventa sempre più azzurro: all’orizzonte il Monte Rosa e tutta la catena alpina e prealpina ancora innevata sono parte integrale del quadro che la natura oggi mi sta regalando!
 
Parto subito verso la Valle Imagna: la strada è deserta e lo sarà (causa l’ora legale) per buona parte del tragitto. Come di consueto affronto il primo tratto di salita (10 km) da Capizzone, passando per Bedulita fino a Costa Imagna. C’è ancora la neve che, anche se in quantità minore rispetto al mese scorso, copre ancora parzialmente i prati e i tetti delle case dando l’idea (anche se siamo a fine marzo) di essere ancora in pieno inverno!
Procedo fino ad arrivare al bivio per Vasecca/Valcava: le strade perfettamente pulite facilitano la mia ascesa verso i primi tornanti che in poche centinaia di metri mi fanno guadagnare quota  godendo del bel panorama sottostante. La strada prosegue verso il valico attraversando un fitto  faggeto dove, tra i rami ancora spogli, filtrano i tiepidi raggi del sole, ormai alto nel cielo azzurro. Al bivio per il Pertus giro a destra e procedo per gli ultimi 2 km (pendenze fino al 10%) che mi conducono alla Forcella Alta del Pertus:
..... ne valeva la pena.
Il panorama è indescrivibile.... la vista spazia su tutta la pianura ... dalle Api agli Appennini; Qui , al bordo della strada c’è ancora tanata neve: anche il caratteristico laghetto è ancora ghiacciato:
bellissima anche la vista sui laghi sottostanti , da quello di Lecco fino a quelli di Annone e di Pusiano.
Giusto il tempo di scambiare quattro chiacchere con un venditore ambulante di prodotti locali, qualche foto e riparto.
Una foratura , nel ritorno verso la strada del Valico, ritarda leggermente la mia tabella di marcia e mi da l’oppoprtunità di fare l’ultimo tratto della salita in compagnia di un’altro ciclista che, fortunatamente percorrerà con me anche buona parte della strada di ritorno verso casa.