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Il 2009 è caratterizzato da un freddo intenso che prosegue interrottamente dal novembre dell’anno precedente e che sembra non finire mai.
La neve ha già fatto la sua comparsa per ben tre volte imbiancando copiosamente l’intera pianura, accompagnata da forti gelate che rendono sdrucciolevole il fondo stradale.
Mi dispiace rinunciare alla bici: scelgo strade alternative e continuo ad utilizzarla per il consueto viaggio giornaliero verso la mia sede di lavoro. I verdi prati della pianura sono completamente ricoperti da uno strato di neve ghiacciata, le pozzanghere sono diventate specchi di cristallo “infrangibile” e le temperature polari danno la sensazione di pedalare in un freezer.... sempre sotto zero!
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La vicinanza delle colline brianzole e un'insolita tiepida giornata mi invitano ad una ascesa sulla bellissima Montevecchia: sono i primi km di salita del nuovo anno e le gambe (aimè) se ne accorgono subito....
Arrivo in cima: la piccola piazza del paese è deserta , il parcheggio delle auto vuoto. Nessun rumore: il sole e la neve rendono unico lo scenario di un insolito pomeriggio invernale dove, nella tranquillità più assoluta mi gusto
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un appetitoso panino con pancetta contemplando le meraviglie della natura....
I giorni successivi sono sempre all’insegna del gelo: in una uscita domenicale in MTB (è il giorno 11 gennaio) il mio Polar S710 registra la temperatura minima in assoluto: - 8°
Limito le mie uscite invernali ad un tempo massimo di due ore perché è la soglia oltre la quale i miei piedi (seppur protetti dall’apposito copriscarpe) cominciano a raffreddarsi con conseguente formicolio e perdita di sensibilità.
Dopo l’ondata di gelo, ci si mette anche la pioggia: piove incessantemente per quasi una settimana: l’asfalto si sbriciola giorno dopo giorno, e lascia sulle sedi stradali pericolose buche che rischiano di mettere in pericolo la sicurezza di chi come me, viaggia sulle due ruote.
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A inizio Febbraio comincio a fare qualche uscita con la nuova DE Rosa Avant : il nuovo telaio monoscocca in carbonio è veramente eccezionale: meno vibrazioni sul percorso pianeggiante, scattante e reattivo in salita, perfetto nell’affrontare le discese!
Positiva anche la scelta della nuova guarnitura 50x34 : per poter provare tutti i rapporti (12/25) decido di affrontare qualche percorso con salite particolarmente difficoltose:
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prima il Lissolo, poi Aizurro quindi Giovenzana , Cagliano e Consonno. E’ proprio sulla salita verso Consonno che sfoggio in anteprima la nuova divisa della mia società.
Il Colle Brianza resta sempre (sopratutto nei primi mesi dell’anno) la vetta più frequentata dai ciclisti lombardi. Le rampe d’accesso quasi sempre costantemente esposte al sole e le facili pendenze (se ci si limita all’ascesa del solo Colle) la rendono accessibile a ciclisti di ogni livello e di ogni età. Se abbinata alle vicine Sirtori, Lissolo,Cagliano,Giovenzana, offre un percorso di allenamento di tutto rispetto il cui dislivello totale supera i 1000 mt di dislivello.
Il traffico pressochè inesistente rende questi luoghi ancor più pedalabili: è bello poter affrontare la salita guardandosi attorno, scambiando quattro chiacchere con l’amico che ti pedala al fianco senza il rischio di intralciare pericolosamente il transito di altri veicoli.
Marzo : comincio a spostarmi verso le montagne bergamasche: la Valle Imagna con le sue vette ancora innevate è un’attrazione irresistibile: con i soliti amici decido di affrontare la bella salita di Costa Imagna. La giornata bellissima, clima mite , neve e sole rendono questa prima salita a quota 1.000 memorabile.
La settimana successiva è la volta di Berbenno, che con Juergen, impaziente di provare la sua nuova CINELLI ProBest Of , affrontiamo dal versante di Ceresola. Breve sosta in piazza della chiesa ad ammirare il bel panorama sul Monte Albenza con Bedulita e Costa Imagna quidi giù, nella bella discesa verso il fondo valle.
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Giovedì 26/03/2009
Condizioni meteo ideali per un’ascesa di tutto rispetto: Valico di Valcava
Ore 7,15 del mattino: partenza in auto per Brembate dove arrivo verso le 7:50 Parcheggio la macchina e mi preparo per la bellissima salita di circa 17 Km .
L’aria è frizzante, non fa freddo: opto per la maglia in manica corta e pantaloncini ¾: indosso uno smanicato antivento e porto con me un giubbino win stopper.
Il traffico verso la valle è scarso (a differenza di quello incontrato fino a Ponte San Pietro!) , e in poco meno di mezzora arrivo al bivio per Costa Imagna: azzero il timer e inizio la mia avventura. Sono l’unico ciclista in circolazione, nessuno davanti.... nessuno dietro.... posso prendermela veramente comoda! Le poche persone che incontro mi sorridono, le saluto e continuo a pedalare su questa bella salita che solitamente percorro a velocità poco più sostenuta insieme ad altri cilisti, ignorando a volte i bellisimi scorci sulle montagne o i paesi vicini.
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Un breve tratto in falso piano, poco dopo la bellisima chiesa di Capizzone, mi da il tempo di sorseggiare un po di tè ancora tiepido e di riprendere a salire in modo regolare fino al bivio per Bedulita.
Da qui, la salita immersa nel bosco , sembra essere più selvaggia: man mano che si sale aumentano gli scorci panoramici sul versante opposto della valle: si distingue benissimo Berbenno e si intravede Fuipiano.
Davanti a me l’imponente Resegone, sopra i pascoli di Morterone, sembra essere una sentinella che controlla l’intera valle.
Sto per iniziare una serie di tornati: nelle zone in ombra comincio a vedere quel che resta delle copiose nevicate dei mesi scorsi ma so già che tra pochi chilometri la neve sarà mia compagna di viaggio fino alla fine della salita. All’uscita di questo tratto di strada, la temperatura è di circa 10 gradi;
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forti raffiche di vento ostacolano il mio ritmo regolare e mi costringono a rallentare specialmente nel tratto finale, poco prima del bivio per la Roncola. Proseguo per Costa Imagna che attraverso fino ad arrivare (dalla parte opposta del paese) all’incrocio per Valcava/Valsecca.
Giro a sinistra: sto per percorrere gli ultimi 5 km che mi porteranno al Valico di Valcava: adesso l’ambiente che mi circonda è veramente unico: ai bordi della strada cumuli di neve gelata, nei boschi di faggio sulla mia sinistra i raggi del sole che filtrano tra i gli alberi ancora spogli creano stupendi effetti cromatici..
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Continuo a salire: lo spessore della neve ai fianchi della strada aumenta, adesso supera il metro e mezzo; alla mia sinistra un’incomparabile veduta su tutta la valle , davanti a me il rettilineo finale e le antenne: sono arrivato: il termometro segna 5 gradi un vento gelido soffia tutt’attorno. Qualche foto ricordo, giubbino antivento e giù per la lunga discesa che passando da Roncola mi riporterà in pianurà.
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