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LE MONT VENTOUX

Da tempo pianificata, ma sempre rinviata per le pessime condizioni meteorologiche, la salita del Mont Ventoux mi ha sempre affascinato, sia per le mitiche sfide dei campioni del ciclismo, sia per la singolare morfologia di questo rilievo montuoso, diventato  l'emblema del Tour de France....

Giugno 2009:
E' mercoledì 10 giugno: dopo aver nuovamente  controllato scrupolosamente le condizioni meteo relative alla regione francese del Vaucluse (sole 100% per tutto il weekend), mi decido a partire per la Francia.
Insieme a mia moglie Patrizia (che mi accompagnerà nel viaggio), scelgo e prenoto on-line un albergo dove pernotteremo per due notti, a Bedoin, piccolo paese alle pendici del Ventoux.
 
Partiamo alle 6 del mattino di venerdi 12 Giugno e dopo un variegato viaggio di 490 Km, arriviamo in Vaucluse. La giornata è bellissima, c'è un leggero vento e il cielo di un azzurro intenso fa da sfondo a una montagna che domina tutta la pianura:  il Mont Ventoux.
E' il primo pomeriggio e abbiamo parecchio tempo a disposizione : prima di recarci all'albergo facciamo un breve giro turistico nella zona ma una volta arrivati a Bedoin, non sappiamo resistere alla tentazione di fare un giro di ricognizione anche sulla cima del Ventoux.
 
Qualche foto ricordo e insieme nuovamente torniamo a Bedoin, presso l'albergo  Hotel Des Pins che ci ospiterà per due notti.
13 Giugno 2009:
Dopo una ricca colazione a buffet , ritiro la mia bicicletta (costudita presso il garage privato dell'hotel), saluto Patrizia e parto per quella che sicuramente sarà una indimenticabile ascesa.
 
Sono le 8 del mattino, c'è una leggera brezza e gia sulle strade sfrecciano decine di cilisti, chi per una direzione, chi per un'altra e qualcuno che... come mè imbocca la route D974 per i 22 km di salita alla cima del Ventoux. La strada, contornata da vigneti, sale in modo regolare attraversando  piccole frazioni di Bedoin, prima Baux, quindi Sainte Colombe, poi Les Bruns punto iniziale della parte più difficile della salita, che adesso entra nel bosco e si snoda tra curve e contocurve per 15 interminabili Km  con una pendenza media di oltre il 9%.
Fortunatamente la strada è quasi tutta  in ombra e non fa particolarmente caldo: di tanto in tanto supero qualche ciclista che sembra essere già in difficoltà.
 
Pini, cedri, faggi e altre piante rendono questo posto veramente da fiaba...
 
 
Arrivato oltre la metà della  salita la vegetazione sembra quasi sparire per riprendere poco più avanti nuovamente in tutta la sua bellezza fino al km 15 dove,tutto a un tratto (siamo allo Chalet Reynard) stavolta sparisce completamente!
Davanti a me adesso c'è un paesaggio lunare: qui inizia il vero Mont Ventox,  la strada continua a salire (seppur con pendenze meno difficili) completamente esposta al sole e al vento, che fortunatamente oggi è solo poco più di una leggera brezza che contribuisce ad alleviare la calura ma, quando contrario, rende  più difficile l'ascesa. Da qui vedo la cima:l'enorme trasmettitore sembra essere a portata di mano ma un cartello indica che mancano ancora 6 Km alla fine.
Per alcuni ciclisti è panico: alcuni si fermano, altri continuano spingendo a mano la bicicletta, altri ancora alternano tratti a piedi e sulle due ruote...
Continuo a pedalare scrutando l'orizzonte e guardando verso valle: incredibile il panorama che si può ammirare e che varia,curva dopo curva. Ora sulla mia destra c'è una lapide alla memoria  di un ciclista (Tom Simpson) morto durante un'edizione del Tour de France,davantia me la cima, sempre più vicina: la strada si inasprisce nuovamente fino a disegnare un'ultimo
tornante che si inerpica proprio fino al culmine della salita!  
 
Sono sulla cima del Mont Ventoux, a quota 1912 mt. Negli ultimi 6 km il sole e il vento hanno quasi completamete asciugato i mie indumenti al punto di non sentire la necessità di indossare un giubbino antivento: chiedo ad alcuni turisti di  scattarmi qualche foto ricordo e inizio la veloce discesa verso Bedoin.
 
Bedoin
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